BILANCIO PREVENTIVO 2021

Nel consiglio comunale del 9 aprile è stato approvato dalla maggioranza il bilancio preventivo 2021. Noi consiglieri del gruppo “Noi per Norcia” non abbiamo partecipato alla votazione in quanto il processo di approvazione a nostro avviso può risultare viziato da un fatto particolarmente grave: il mancato protocollo del parere del revisore dei conti. Il parere nei tempi previsti è stato inoltrato ai consiglieri, ma senza il timbro del protocollo. Dopo una nostra richiesta abbiamo scoperto che il numero di protocollo non esisteva affatto, in quanto la relazione non è mai stata protocollata. Un documento non protocollato è da ritenersi inesistente, dunque abbiamo ritenuto di non partecipare alla votazione di un bilancio preventivo di fatto mancante della relazione del revisore dei conti.

Fatta questa doverosa premessa è bene sottolineare che siamo arrivati all’approvazione del bilancio preventivo 2021 il 9 aprile, a quasi quattro mesi dall’inizio dell’anno e ben oltre la data del 31 dicembre, indicata come limite per l’approvazione del preventivo dell’anno successivo. Ciò è legittimo in quanto sono intervenute le varie proroghe prima al 31 marzo ed ora al 30 aprile, ma la questione è di opportunità. L’anno scorso si era giunti in approvazione il 30 dicembre, dunque è nelle corde dell’amministrazione riuscire a portare in approvazione un bilancio preventivo in tempi consoni, ma questa volta “il miracolo” non è riuscito. Dunque in una situazione di emergenza raddoppiata, tra il terremoto e il covid, il Comune di Norcia per i primi 4 mesi del 2021 ha utilizzato il regime provvisorio, con le spese in dodicesimi, restando limitato dal punto di vista del bilancio a causa delle scelte di un’Amministrazione che forse era più impegnata a fantasticare sui parcheggi e sui sogni di mega infrastrutture anziché a cercare di approvare in tempi rapidi un bilancio di previsione. Sogni che ad oggi restano tali, in quanto le uniche opere pubbliche partite a Norcia sono la torre civica, finanziata da Cucinelli, e la distruzione dei giardini della stazione. Tutto il resto sono solo annunci e fumo.

Scendendo ora nell’analisi del bilancio di previsione partiamo dai tributi comunali. Analizzando la tabella sull’IMU emerge che è stata prevista una aliquota all’8,6 per mille per gli immobili di categoria A10, C1, C3 e D, vale a dire uffici, negozi, botteghe e attività ricettive, quindi una grande fetta dell’economia nursina. Non siamo al massimo di legge, ma neanche al minimo, considerando che il 7,6 per mille è il tributo minimo e va allo Stato. Abbiamo ancora un 1 per mille, di scarto e, anche in considerazione del fatto che la nostra economia cittadina ha vissuto alcuni anni di difficoltà, si poteva ridurre anche solo di uno 0,5 per mille l’imposta, che per il Comune sarebbe stato un piccolo introito in meno, per gli imprenditori dei soldi in più per far fronte alle difficoltà di cui purtroppo risentiranno anche nel 2021. Per i terreni fabbricabili, inseriti nelle altre categorie, è stata applicata l’imposta massima di legge al 10,6 per mille. Qui sicuramente si poteva fare un piccolo sforzo per sollevare le famiglie dal dover pagare un’IMU ai massimi di legge. Sulla TASI notiamo grandi passi avanti, ma ancora restano gli agriturismi, unici a dover pagare l’imposta. Francamente non comprendiamo un tale distinguo per cui gli agriturismi, che tra l’altro in questo periodo di post-sisma rappresentano una fetta quasi predominante delle strutture ricettive sul territorio comunale, debbano pagare un’imposta che su tutti gli altri fabbricati non si paga. Per quanto riguarda la TARI invece siamo in presenza di un vero e proprio aumento dell’imposta. L’amministrazione ha cercato di addolcire la pillola facendolo passare come presa d’atto, ma va detto chiaramente che la TARI del 2021 aumenterà, e noi siamo assolutamente contrari a questo aumento. Vogliamo almeno sperare che i soldi vengano ben spesi, ripristinando il servizio di raccolta differenziata porta a porta, cosa che avviene in quasi tutti i Comuni d’Italia e che avveniva anche a Norcia prima del terremoto! Infine l’analisi dei tributi termina con l’addizionale IRPEF, prevista allo 0,4% nel nostro Comune, per tutti, dal più ricco al più povero. Altro che flat tax… tanti Comuni non richiedono neanche il pagamento di questa imposta ai loro cittadini, e per noi questa sarebbe stata la scelta più giusta, ma dovendola prevedere sarebbe stato opportuno creare degli scaglioni di reddito, in maniera progressiva, come suggerisce la nostra Costituzione. Certamente è permesso applicare un’unica aliquota, ma è una questione di opportunità, per aiutare chi può contribuire di meno. Fermo restando che per quanto ci riguarda poteva anche essere rimossa.

Continuando l’analisi delle entrate, qualcosa da dire c’è anche sulla previsione di 70.000 euro per le violazioni del codice della strada, di cui 30.000 per violazione dei limiti di velocità. Sicuramente il nuovo autovelox darà una gran mano a raggiungere, anzi, forse a superare questa previsione. L’autovelox è andato così bene che, nella relazione degli amministratori, si prospetta anche l’ipotesi di installarne uno fisso. Roba da pazzi, a cui ci opporremo fermamente. Chissà però se i cittadini saranno contenti di vedere le macchinette nascoste dietro ai cartelli, chissà se anche i turisti, che in un anno di ristrettezze come il 2021 hanno deciso di portare i loro soldi a Norcia per le vacanze saranno contenti di tornare da noi l’anno prossimo… Leggiamo anche della riattivazione dei parcheggi a pagamento. Evidentemente il Comune ha bisogno di ulteriori introiti e li vuole avere dai cittadini sia residenti che da parte di coloro che vengono a Norcia in vacanza.

Queste entrate che abbiamo visto finora, cosa vanno a finanziare? Qui sicuramente la nostra critica ed opposizione politica può farsi più analitica, dato che sono tante le cose che non condividiamo.

Iniziamo dal programma triennale delle opere pubbliche. Saremo di certo ben contenti della partenza della ricostruzione pubblica, ma consentiteci una vena di scetticismo, dato che ad oggi sul territorio comunale, come abbiamo detto prima, le uniche opere pubbliche che sono iniziate sono state la torre civica, solo perché finanziata da privati e la distruzione dei giardini della stazione. Per il resto solo annunci e fumo, nulla di concreto. Riguardo la ricostruzione pubblica come gruppo consiliare abbiamo presentato tempo fa una mozione per la ricostruzione e l’utilizzo della Castellina, ma nell’ultimo consiglio non è stata portata in discussione. Ciò che invece speriamo non avverrà è la costruzione del parcheggio di porta romana, inserito nel piano per un costo di 900.000 euro. Per fortuna ad oggi il TAR ha sventato questo progetto folle e dannoso per le casse comunali, per i proprietari del terreno e per la comunità tutta, dato che si va ad eliminare un’area verde a ridosso delle mura. Speriamo che il Consiglio di Stato confermi la decisione aiutando le casse comunali ad evitare questo inutile spreco. Su questo filone parliamo anche di decoro urbano: l’assessore ha detto in Commissione che sono stati stanziati 40.000 euro in più per la manutenzione del verde pubblico. Noi replichiamo con un “era ora!Sono anni che denunciamo l’incuria della nostra città, l’abbandono in cui versano le nostre aree verdi ininterrottamente dal sisma del 2016, senza che il Comune abbia mosso un dito. Vedremo se questo intervento risolverà le cose…

Seguendo la relazione degli amministratori al bilancio emergono una serie di spese futili e progetti disancorati dalla realtà. Tra i primi punti vediamo l’apposizione dei cartelli delle vie per le aree SAE. A 5 anni dal terremoto. Magari siamo matti noi a pensare che questa sia una spesa inutile, ma magari è invece effettivamente assurdo spendere soldi pubblici per denominare le vie delle sae dopo 5 anni, quando l’obbiettivo dovrebbe essere quello di smaltimento delle casette, dato che la popolazione dovrebbe iniziare a rientrare dentro casa. Altro punto degno di nota è il Consiglio Comunale in streaming, che per fortuna è stato inserito nella relazione, dopo che  abbiamo avuto modo di riportare per l’ennesima volta i disagi che tanti cittadini ci hanno segnalato l’impossibilità di seguire un consiglio.

Per quanto riguarda la cultura non possiamo non parlare della follia dell’organizzare il viaggio della fiaccola benedettina durante il periodo di zona rossa. Si poteva rimandare il viaggio in luglio, oppure, per un anno, evitare la gita turistica. Sicuramente è stato di cattivo gusto vedere i nostri amministratori in giro per l’Italia mentre tutti i cittadini erano chiusi in casa. Il trattamento riservato alla cultura da parte dell’amministrazione Alemanno è quello di un settore abbandonato a sé stesso. Il terremoto ha influito, ma mai quanto un’assessore che in sette anni non è stata in grado di mantenere e sviluppare un tessuto culturale che a Norcia è sempre esistito, ed anzi, spesso ha ostacolato alcune delle poche attività che le associazioni hanno provato pian piano a mettere in piedi.

Per ciò che riguarda il commercio non è stata spesa una parola sulla mancata organizzazione della mostra mercato, che si poteva pensare di organizzare più in là nel corso dell’anno, ricordando che la mostra mercato è uno dei maggiori mezzi di sostegno ai commercianti locali, favorendo tutto l’indotto del commercio. La maggiore attività sul settore commercio sarà, a quanto leggiamo nel bilancio, la verifica capillare delle occupazioni di suolo pubblico, così che i commercianti che a causa delle restrizioni del covid hanno già lavorato poco, magari subiranno anche ulteriori sanzioni e dovranno ridurre le loro esposizioni della merce.

Guardando il piano delle assunzioni in Comune per i prossimi tre anni viene in mente una riflessione: è possibile che oggi il Comune di Norcia abbia bisogno di così tanto personale, più di quello che c’era nel ’79, quando l’emergenza terremoto e la ricostruzione erano gestite per intero dal Comune? Per carità, è positiva la possibilità di dare lavoro ai cittadini, e speriamo che questo si tradurrà in migliori servizi e possa aiutare una ricostruzione ancora ferma ed una città sempre più in crisi. Fino ad oggi i risultati fallimentari sono davanti agli occhi di tutti.

Questa è stata dunque la nostra analisi sul bilancio, esposta nel consiglio del 9 aprile, rimandando un controllo tecnico alla corte dei conti, anche riguardo la questione della relazione del revisore non protocollata. Dopo aver esposto le nostre ragioni abbiamo deciso di abbandonare la riunione non partecipando al voto.

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