RICOSTRUZIONE: CHI L’HA VISTA? Parole, parole, parole… e solo 11 decreti

Il Comune di Norcia, dal 1 gennaio al 30 luglio 2021, ha emesso solamente 11 (sì 11, non è un errore di battitura!) decreti per i danni lievi.

Vi ricordate i grandi annunci dello scorso anno? “Il 2021 sarà l’anno decisivo per la ricostruzione… Nella primavera del 2021 ci sarà una fioritura di cantieri….. a giugno partirà la ricostruzione di S. Pellegrino e si potranno presentare i progetti….  Approvato tutto, possiamo partiresbloccate le opere pubbliche, nel 2021 partiranno i cantieri.…. Castelluccio, Campi, Ancarano ecc.,  approvati i Piani: si parte…. Risolto il problema delle sagome degli edifici….”

Non andiamo avanti per pietà. Siamo arrivati alla fine di luglio 2021, ormai prossimi all’inizio del sesto anno dal terremoto.  Adesso si sta parlando “dei primi mesi del 2022”. Ogni volta un rinvio.

Non vediamo nessuna fioritura di cantieri; non vediamo nessuna opera pubblica partita; a Castelluccio, Campi, Ancarano, San Pellegrino, Nottoria, ecc. ovviamente siamo ancora lontani dal poter presentare progetti, il problema delle sagome esiste ancora ed ora si è aggiunto anche quello dei cosiddetti cappotti.

I dati oggettivi ci dicono che, malgrado i salti mortali che sta cercando di fare il Commissario Legnini per accelerare e risolvere i problemi, tutto è esattamente come lo scorso anno.

Si continua a prorogare il termine per la presentazione dei progetti. Adesso non sapendo più cosa inventarsi, siamo arrivati alla “prenotazione” del contributo dopo essere passati per la domanda che poteva essere integrata in un secondo momento.

Il secondo momento è passato, passerà anche il terzo, scadrà la “prenotazione” e ancora siamo ad una percentuale irrilevante di cantieri privati che sono aperti. Se andiamo avanti di questo passo, con un centinaio d’anni avremo finito.

E la situazione ovviamente non è né migliore né diversa per i danni pesanti.

Tra l’altro per complicare ancor più le cose, adesso ci siamo inventati un nuovo modo di ricostruire: quello in cui l’Ente pubblico (chi? il Comune? l’Ufficio speciale per la ricostruzione a Foligno? il Commissario?) potrà fare anche i lavori nelle abitazioni private.

Mischiare il pubblico con il privato è la cosa più sbagliata che si possa fare nella ricostruzione di un edificio o di una frazione. Lo abbiamo detto in Consiglio comunale, lo scriviamo oggi e lo verificheremo tra qualche tempo, quando magari un problema privato rischierà di bloccare i lavori di un intero isolato o quartiere o il problema di qualche lavoro, impresa o progetto pubblico impedirà al cittadino di ricostruire la propria abitazione.

Ci siamo già passati con la ricostruzione del 1979, quando le famose imprese venute dal nord fallirono e lasciarono in mezzo alla strada tante famiglie che stavano ricostruendo la propria abitazione.

Ma a chi lo dici? Ormai, da Napoleone in giù, sono tutti scienziati della ricostruzione. E si vede, visto che questi scienziati sono quelli che hanno definito questo modello di ricostruzione che non funziona. Ripetiamo, malgrado i salti mortali di Legnini che però appare sempre più come “il medico pietoso”.

Sarà ora di prendere atto della situazione e mettere in campo iniziative incisive e drastiche?

L’esempio del green pass che ha stimolato le vaccinazioni e permesso il mantenimento di una libera vita sociale e l’abbattimento della pericolosità del contagio può essere una strada da seguire.

L’impressione è che ormai tanti nuclei familiari, soprattutto anziani, si sono adagiati nella “bambagia” della casetta prefabbricata o dell’autonoma sistemazione.

Possiamo stimolarli stabilendo (e mantenendo, senza altre proroghe) che tutto ciò potrà continuare solo con la presentazione del progetto di ricostruzione e l’avvio dei lavori entro un termine preciso? Di fronte al rischio della perdita del contributo e delle “sistemazioni” forse avremmo una situazione diversa e forse si comprenderebbe meglio cosa non funziona in questa ricostruzione che non parte e di un modello, forse adatto all’Emilia ma non certo al nostro territorio, assolutamente sbagliato fin dall’inizio.

OPERE PUBBLICHE: non importa; abbiamo il campanile e tante chiacchiere

Il campanile del Palazzo comunale, restaurato con gli sgravi fiscali di Brunello Cucinelli (al quale diremo sempre grazie) continua ad essere l’unica opera restaurata.

Ma i cimiteri non dovevano essere rimessi a posto ormai da qualche anno?

E il Palazzo Comunale, le scuole, il Teatro, la Caserma dei Carabinieri, la Castellina, l’Istituto Lombrici, gli impianti sportivi? E l’Ospedale?

Solo annunci, sempre annunci.

Ogni volta un passaggio burocratico in più che dà l’illusione che tutto è sotto controllo e si va avanti. Ed invece l’unica conseguenza è quella di rinviare ai “prossimi mesi”.

Sono cinque anni di “prossimi giorni, prossime settimane o prossimi mesi” annunciati per la partenza dei lavori ed ancora è tutto terribilmente fermo.

Nei giorni scorsi il Commissario Legnini ha annunciato le Ordinanza per il finanziamento di una serie di opere pubbliche.

Dove sono i progetti tanto sbandierati da tutte le parti?

Avremo l’Ospedale più bello del mondo, il Palazzo comunale unico al mondo. Siamo sempre i primi della classe in tutto. A parole.

Nei fatti siamo ormai l’unico comune che non è riuscito ad iniziare nessuna opera. A differenza di Amatrice (andate a vedere…), di Cascia che riapre i suoi nuovi e moderni servizi e di tutti gli altri Comuni del Cratere (quello vero…), Norcia non ha riaperto nulla, è ancora tutto come nel 2016, ma siamo contenti perché siamo i più bravi del mondo.

Non solo. Con le ultime ordinanze di Legnini si annuncia che gli appalti delle opere prioritarie della frazione di Castelluccio e dell’Ospedale (quando saranno definiti i progettisti e quando saranno pronti i progetti. Quando?) saranno fatti dall’Ufficio Speciale della Ricostruzione a Foligno.

Una grande centrale di appalti per tutti i comuni dell’Umbria che si troverà a gestire centinaia di milioni di lavori. Con quali tempi? Nessuno lo sa.

Ma non vi preoccupate ogni sei mesi ci diranno la nuova scadenza.

Chiudiamo con due settori scandalosamente ignorati.

Le chiese ed il patrimonio ecclesiastico.

Anche qui buio completo.

Da cinque anni si susseguono gli annunci per la Basilica di S.Benedetto, che nel frattempo è stata parzialmente sgombrata dalle macerie ed è in attesa del progetto (che per fortuna è a cura dell’Eni).

Qui l’annuncio del Sindaco Alemanno e del Sovrintendente dei Beni culturali è bellissimo per quanto incredibile: “Tra tre anni la Basilica sarà riaperta”.

Cinque anni per fare il progetto (che ancora non è pronto, malgrado il solito annuncio) ed in tre anni i lavori, complicatissimi e costosi, saranno terminati. Tre anni da questo annuncio? Tre anni da quando inizieranno i lavori? Arriva Mandrake? Continuerà Eni a fare anche i lavori? Il Monastero attiguo sarà ancora Monastero e sarà ricostruito?

Se non ci fosse da piangere, staremmo ancora a ridere.

Ma tutte le altre chiese? A Norcia vivremo per sempre con la parrocchia prefabbricata a Madonna delle Grazie e nelle frazioni nella baracche più o meno baracche realizzate dopo il terremoto?

E quel pezzo di Norcia che va da Porta Ascolana fino a Porta Maccarone (o Orientale), in pratica tutto l’ex seminario vescovile, compreso ex cinema e ex impianti sportivi interni? Un intero quartiere che si estende per un pezzo significativo ed importante delle mura urbiche, di proprietà dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia.

Qualcuno ci sta pensando, magari immaginando una nuova destinazione (tipo centro congressi) che dia un servizio alla città e si possa mantenere economicamente?

Ed i Monasteri femminili di Sant’Antonio e Madonna della Pace?

Ed infine le strutture alberghiere. In questo momento soltanto due sono i cantieri aperti. Quello del Granaro del Monte a Norcia, iniziato due anni fa e ancora lontano dalla conclusione per quello che appare, e l’Hermitage a Savelli iniziato più tardi ma in buono stato di avanzamento.

E tutti gli altri?

Qualcuno si è posto il problema che a Norcia da cinque anni non ci sono alberghi, a parte il Seneca e gli agriturismi?

E’ questa la città che vuole vivere e viveva di turismo.

Ci accontentiamo dei visitatori giornalieri che arrivano la mattina e se ne vanno il pomeriggio. L’Hotel Europa, l’Hotel Garden, l’Hotel Palatino, l’Hotel Salicone con le sue strutture sportive sono spariti. Certo anche qui i problemi si risolvono perchè i turisti possono andare a dormire a Cascia dove gli alberghi sono ristrutturati e funzionanti e venire a fare una passeggiata a Norcia.

L’esatto contrario di quello che faticosamente avevamo costruito fino al 2016. Interessa a qualcuno?

Oppure conviene non presentare i progetti di ricostruzione e continuare a godere delle delocalizzazioni ancora per qualche decennio? Pensate veramente che questo possa essere il futuro per Norcia e per i giovani che sempre più stanno andando via?