LE SIBILLE E LA PROFEZIA DI CASTELLUCCIO. SPERIAMO DI SBAGLIARCI…

Ripartiamo dal 2 agosto scorso quando il Consiglio comunale di Norcia, con il voto favorevole della maggioranza e la nostra astensione critica, adottò il PIANO PER LA RICOSTRUZIONE DI CASTELLUCCIO.
Anche in quell’occasione abbiamo fatto le nostre considerazioni e ci siamo permessi di avvisare sui rischi che potrebbe comportare una scelta del genere. Naturalmente non siamo riusciti a far cambiare idea a chi è pieno delle sue sicurezze e della sua onnipotenza. Ieri, 14 marzo, in Consiglio Comunale è arrivato l’atto di ratifica definitiva del Piano, identico all’adozione.
ED ALLORA POSSIAMO SOLTANTO LASCIARE AGLI ATTI LE NOSTRE PERPLESSITÀ che paradossalmente non riguardano tanto il progetto di ricostruzione e di sviluppo della frazione, perché il Piano redatto dal gruppo dell’arch. Nigro è anche apprezzabile, quanto LA MODALITÀ SCELTA PER L’ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI.
Dopo l’adozione del Piano avvenuta in agosto, nello scorso mese di ottobre alcune fate morgane, volgarmente dette Sibille, chiamarono a raccolta i castellucciani per rivelare la loro profezia.
Dissero: “Applicheremo il modello di isolamento antisismico progettato dall’Università. Saremo i primi al mondo a sperimentarlo. Sopra, realizzeremo tutti le reti dei servizi e copriremo con delle piattaforme che saranno le basi per ricostruire le strutture degli edifici della frazione.
Servirà un anno per il realizzare le piattaforme (compreso ovviamente sistema e servizi) e tre anni per la ricostruzione degli edifici.
LA PRIMA FASE sarà fatta dal soggetto pubblico (struttura commissariale) e LA SECONDA FASE delle finiture degli edifici potrà essere fatta, secondo la volontà dei cittadini, dal pubblico o dai privati, anche se sarebbe molto meglio che il pubblico facesse tutto”.
NEL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI, per l’ennesima volta, ABBIAMO RIPETUTO CHE L’ESPERIENZA maturata in occasione delle ricostruzioni del 79 e del 97, CI HA INSEGNATO CHE È ASSOLUTAMENTE RISCHIOSO, AZZARDATO E QUINDI SBAGLIATO PREVEDERE PROCESSI CHE METTONO INSIEME CENTINAIA DI PROGETTI PRIVATI E OPERE PUBBLICHE IN UN UNICO BLOCCO. COSÌ COME È SBAGLIATO PENSARE DI RICOSTRUIRE LE ABITAZIONI PRIVATE (che rappresentano quanto di più intoccabile e “privato” una famiglia possiede), METTENDOLE IN MANO ALLA BUROCRAZIA PUBBLICA ED AGLI INTERESSI DI QUALCHE TECNICO O IMPRESA PRIVATA che il cittadino deve subire, magari attraverso un cosiddetto Consorzio obbligatorio.
Sul MODELLO DI ISOLAMENTO e dunque di protezione antisismica non possiamo dare nessun giudizio perché nessuno lo conosce. NON È STATO MAI APPLICATO DA NESSUNA PARTE AL MONDO e nessuno sa, aldilà delle simulazioni tramite computer (che di solito sono diverse dagli effetti di un terremoto vero che non è mai né prevedibile né simulabile in anticipo), se e come potrà applicarsi in un intero borgo, costruito sui crinali e sulla cima di una collina, come quello di Castelluccio, a poche centinaia di metri da Monte Vettore che, come è ormai appurato, è l’origine dei movimenti sismici dell’appennino del centro Italia.
Insomma è UNA SCOMMESSA FATTA SULLA PELLE DELLE FAMIGLIE DI CASTELLUCCIO, DI QUEL BORGO, simbolo dei Monti Sibillini, CHE RISCHIA DI SCOMPARIRE NELLA SUA VERSIONE STORICA, PAESAGGISTICA E SOCIALE, DIVENTANDO UN FALSO IN CEMENTO ARMATO.
Ma queste sono scelte politiche e ovviamente chi le fa se ne prende tutta la responsabilità di fronte alla sua coscienza ed alla società.
Non potendo prevedere il futuro ripetiamo fino alla noia che speriamo vivamente che il modello funzioni ed al prossimo terremoto tutto vada bene. Certo ci sembra strano che un modello così importante e risolutivo non sia stato mai pensato, studiato e applicato nelle varie parti del mondo, anche laddove stanno un po’ più avanti nella scienza e nelle conoscenze antisismiche.
Quello che ci spaventa di più, ma anche qui speriamo vivamente di sbagliarci, è l’applicazione ed il sistema scelto per la ricostruzione del nucleo storico della Frazione.
UN ANNO DI TEMPO DALLA PROFEZIA, significa che ad ottobre prossimo le piattaforme saranno pronte. Non abbiamo dubbi che le Sibille, che hanno la grotta poco distante dalla frazione, sanno benissimo che un anno a Castelluccio è diviso in sei mesi in cui si può lavorare nei cantieri all’aperto e sei mesi in cui si può giocare al computer, realizzare tante bellissime slide e tante perfette simulazioni. Di solito dunque il periodo giusto per trasformare in opere concrete le simulazioni va da Pasqua ad ottobre.
Prima di costruire le piattaforme però, bisognerebbe demolire gli edifici rimasti in piedi e di conseguenza portar via e smaltire le macerie derivanti dalle demolizioni e dagli scavi necessari per realizzare la nuova infrastruttura.
Per demolire sarà necessario almeno informare se non convocare e ottenere il consenso dei proprietari degli immobili, ma immaginiamo che questo lavoro sia stato fatto nei sei mesi già trascorsi. E per fare questo ci sarà bisogno di avere uno stato di fatto analitico, completo e aggiornato di tutte le proprietà dei terreni e degli edifici interessati. Bisognerà anche verificare la corrispondenza catastale degli edifici, sia di quelli crollati col terremoto che di quelli da demolire. Perché PENSIAMO CHE SARÀ DIFFICILE RICOSTRUIRE, CON I SOLDI PUBBLICI, PARTI O INTERI IMMOBILI CHE NON CORRISPONDONO A QUANTO DEPOSITATO, MAGARI PER EVENTUALI PICCOLE O GRANDI DIFFORMITÀ che di solito vengono chiamate abusi edilizi, risalenti anche a tantissimi anni fa e mai sanate. Avere una fotografia puntuale ed aggiornata della situazione ci sembra un passo assolutamente obbligato ed utile soprattutto nel caso in cui qualche proprietario non dovesse essere d’accordo (per mille motivi, anche i più futili di una ripicca tra vicini o parenti). IN QUEL CASO, COME QUALCUNO VANEGGIA, L’ENTE PUBBLICO FARÀ L’INTERVENTO AL POSTO LORO? COME? CON LA FORMULA DEI CONSORZI OBBLIGATORI IN CUI BASTA IL 51 PER CENTO PER ANDARE AVANTI? Ma questo vale per la ricostruzione. E’ applicabile anche per piattaforme e servizi? Oppure bisognerà occupare temporaneamente l’area, realizzare terrazzamenti, e servizi e addirittura la parte strutturale delle abitazioni e poi restituire il tutto ai proprietari che saranno “padroni” di occuparsi delle finiture?
Siccome LA SCELTA, SECONDO NOI ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA, È STATA QUELLA DI REALIZZARE UN UNICO PROCEDIMENTO PER TUTTA LA FRAZIONE, è evidente che FINO A QUANDO NON SISTEMANO TUTTE QUESTE COSE, NON SI PUÒ INIZIARE LA PRIMA FASE.
Ma le Sibille ovviamente tutti questi passaggi li avevano previsti (sennò che Sibille che sono?) e, per rispettare la profezia che vede tutto fatto in un anno, hanno già raccolto le adesioni di tutti i proprietari (anche di quelli che non si conoscono) e sono pronte ad appaltare i lavori. O no? Perché se non è stato fatto in questi mesi invernali significa che bisognerà consumare primavera ed estate a riempire scartoffie e a fare un progetto esecutivo di questa prima fase.
E dunque salterà il primo anno e la scadenza della profezia.
A proposito, ma UN PROPRIETARIO DI ABITAZIONE, PRIMA DI DARE IL PROPRIO CONSENSO ALLA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DELLA PROPRIA CASA, NON HA DIRITTO DI CONOSCERE IL PROGETTO? Oppure, come avveniva nei paesi sovietici, il pubblico gli progetta d’autorità anche la casa? E se, come appare scontato, nella nuova Castelluccio, le dimensioni e la conformazione delle case private, degli edifici pubblici delle strade ecc. non saranno più com’erano prima del terremoto, NON PENSATE CHE I PROPRIETARI DEBBANO SAPERLO PRIMA DI INIZIARE QUALSIASI LAVORO? Oppure dovranno pagare con i propri soldi le scelte di qualche apparato pubblico o para…pubblico-privato?
Però se qualcuno pensa veramente che tutto ciò sia possibile, beh AUGURI!
FINO AD OGGI, e sono passati sei mesi dalla profezia dello scorso ottobre, NON SÌ È VISTO NIENTE. E soltanto per passare dall’adozione del Piano alla ratifica definitiva ci sono voluti sette mesi di burocrazia, carte, pareri, riunioni ecc.!
SECONDO NOI NELLA PROFEZIA DELLE SIBILLE MANCA QUALCOSA. Manca la consapevolezza che UN CONTO È LA REALTÀ VIRTUALE che si può realizzare in poche ore su un computer E UN ALTRO CONTO È LA REALTÀ VERA, concreta della ricostruzione di tanti edifici, con tante proprietà e con tanta storia, che viene fuori soltanto quando si va ad operare sul territorio.
I problemi concreti verranno quando le profezie usciranno dagli uffici delle Sibille e si troveranno a combattere con la realtà delle cose, come è logico e naturale e come chi ha avuto a che fare con una ricostruzione di questa importanza sa benissimo.
Della seconda fase, quella della ricostruzione degli edifici, ne parleremo quando sarà realizzata la prima.
QUESTI SONO I DUBBI CHE ABBIAMO E CHE LASCIAMO AGLI ATTI.
Saremo sinceramente felici di essere smentiti dai fatti perché significa che la ricostruzione in tre anni di Castelluccio (il borgo più bello e complicato di tutti gli Appennini) potrà essere identificata come un vero e proprio miracolo. E saremo i primi a riconoscerlo.
LA SPERANZA È L’ULTIMA A MORIRE e per questo, anche nella votazione di ieri, ci siamo astenuti, esattamente come abbiamo fatto nell’agosto scorso quando il Consiglio adottò questo piano. MA È LA SPERANZA CHE NON MUORE, NON LE ILLUSIONI CHE DURANO POCO E SI RITORCONO VERSO CHI LE PROCURA. ANCHE SE PROVENGONO DALLE SIBILLE.

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