POLO SCOLASTICO: BOCCIATO IL PROGETTO E MANCANO I SOLDI: UN’ALTRA PERLA DI ALEMANNO!

La realizzazione del cosiddetto “Polo scolastico” di Norcia è senza dubbio uno degli obiettivi più importanti nella ricostruzione di una città come Norcia, devastata dal terremoto ed alle prese con la ricostruzione.
Si tratta di ricostruire il luogo di crescita e di formazione, non soltanto scolastica, dei nostri ragazzi. Realizzarlo e consentire agli studenti nursini di tornare in un complesso stabile e definitivo, dopo tanti anni di precarietà, potrebbe essere un segnale significativo e vero di una riacquistata normalità, almeno da questo punto di vista.
L’Amministrazione comunale, d’intesa con la Provincia di Perugia, ha pensato dunque di realizzare un Polo unico al posto delle diverse sedi scolastiche che esistevano prima del terremoto prevedendo di riaccorpare scuola primaria e secondaria nello stesso luogo, insieme alle strutture che servono per tutte le attività scolastiche.
Un progetto che anche noi in parte abbiamo condiviso ed apprezzato, come risulta (almeno speriamo!) dall’unica riunione in cui l’Amministrazione ci ha riunito insieme ai progettisti, per avere il nostro parere.
Abbiamo apprezzato il progetto nella parte dei plessi scolastici e della distribuzione sul territorio.
Abbiamo però anche vivamente contestato l’idea megalomene, tipica di Alemanno, del mega-palazzetto dello sport previsto. Una struttura faraonica, che peraltro già esiste nella nostra città all’interno del Salicone, sproporzionata per le scuole e che sarà impossibile da mantenere e gestire per le Amministrazioni pubbliche.
Ovviamente non ci hanno ascoltato. Anzi hanno continuato con la solita propaganda del progetto più bello del mondo, una cosa unica ecc. ed hanno anche convinto il Commissario Legnini a finanziare questo “fiore”. Subito dopo hanno dato il via alle demolizioni delle vecchie scuole elementari e delle palestre e avrebbero dovuto procedere con la demolizione e della piscina comunale.
Le vecchie scuole medie però, primo intoppo, non si potevano demolire perchè non avevano subito danni gravi. Ed allora si realizza tutto dietro quell’edificio.
Non avremmo mai pensato però che anche questo progetto, così importante e delicato e che riscrive e cambia in sostanza una grande porzione del territorio della città, non fosse stato discusso con quei soggetti istituzionalmente chiamati ad approvarlo.
Ed invece, la settimana scorsa, la Conferenza dei Servizi, chiamata ad approvare il progetto per poter procedere all’appalto dei lavori, ha dato PARERE NEGATIVO.
Quindi adesso il progetto dovrà essere rifatto e modificato.
Nel frattempo però è arrivata anche la seconda brutta notizia. In seguito all’Ordinanza di Legnini che prevede di adeguare i prezzi e dunque i costi delle opere pubbliche del terremoto tenendo conto dei rincari di energia, materiali, manodopera e…speculazione, sembra che il costo dell’intervento del Polo Scolastico debba aumentare di….appena una quindicina di milioni che debbono naturalmente aggiungersi ai venticinque (?) già stanziati.
Quindi, ricapitolando: sul vecchio progetto andrebbero aggiunti una quindicina di milioni per arrivare ai quaranta milioni necessari. Ma adesso il vecchio progetto non è più buono e bisogna aspettare il nuovo, farselo approvare e rifare ancora i conti di quanto costerà e poi trovare i soldi che mancano.
Ma vi sembra normale?
Quanti anni ancora dovrà aspettare Norcia per avere delle scuole degne di questo nome? E soprattutto quanti giovani saranno andati via da Norcia nel frattempo?
Scusate il disturbo… tornate pure a dormire.
P.S. nei prossimi giorni torneremo ad occuparci di un altro folle progetto partorito dalla megalomania alemanniana: quello della RICOSTRUZIONE DI CASTELLUCCIO con le piastre uniche al mondo e propagandato in ogni parte del mondo. SEMBRA (e siamo ancora all’inizio della progettazione!) che cominciano a venir fuori i primi problemi di realizzazione, vista la “particolare” conformazione del centro storico della frazione che è situato su una collina e non in piano. Ma prima non lo avevano visto? Sembra dunque che questo sistema di ricostruzione che per la prima volta viene sperimentato nel mondo, non potrà essere applicato che in una piccola parte del nucleo abitato mentre per il resto bisognerebbe tornare alla ricostruzione “normale”. E dopo naturalmente dovranno conciliare le piastre con la ricostruzione tradizionale oltre a conciliare i lavori pubblici con quelli privati… Ma non siamo sicuri di questa notizia. L’approfondiremo: stai a vedere che avevamo ragione anche qui?